LE NOSTRE PRODUZIONI

Francesco – il Cantico

Teatro

Francesco – il Cantico

Sii laudato per la Morte corporale, dalla qual nessun vivente può scappare, beato chi morrà nel tuo volere, la seconda morte non gli farà male.”

Francesco

Lo spettacolo in prima nazionale, commissionato dal vescovo Domenico Sorrentino in occasione delle celebrazioni degli ottocento anni dal Cantico delle Creature e della morte di San Francesco di Assisi, getta luce sugli ultimi due anni della vita del Santo, restituendo uno spaccato umano e quotidiano poco conosciuto, ricostruito a partire dalle fonti dirette.
Sul palcoscenico oltre cento attori, danzatori, ballerini e giocolieri del progetto ProTe[M]us che, insieme a numerosi professionisti, offriranno un’inedita rappresentazione del santo, molto diversa da come è stato finora raccontato dai più grandi registi.
La storia di Francesco è narrata da un personaggio misterioso, una donna che arriva fin dall’inizio e che si scoprirà essere Sorella Morte. Nel suo racconto narrato a tre assisani si ripercorrono le tappe centrali della vicenda francescana nella città di Foligno, in particolar modo la spoliazione delle merci e del cavallo del padre e la visione di frate Elia che preannuncia l’imminente del Santo. Uno spettacolo fortemente corale, che con l’impatto del coro e della musica trascinano lo spettatore a porsi la fatidica domanda ricevuta dal giovane Francesco: “Chi vuoi servire, il servo o il padrone?”. In una visione del tutto nuova di una storia da scoprire lo spettacolo pone le radici sul senso del nostro fare quotidiano: a chi stiamo dedicando la nostra vita? In nome di cosa facciamo ciò che facciamo?

Giacomo Nappini Casuzzi

Trailer integrale

Richiedi video integrale

Altre Produzioni

Novecento

“Se quella tastiera è infinita allora su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare.…

Assassinio sul Nilo

“Nel cuore dell’Egitto, sotto il sole abbagliante e sopra le acque oscure del Nilo, nulla…

Dieci piccoli indiani… e poi non rimase nessuno

“Dieci indiani piccolini vanno a cena chissà dove, ecco uno s’è strozzato così son rimasti…