Il Teatro

Dal 1887 a oggi: un luogo dove lo Spirito si fa scena, tra arte, fede e comunità

Il Teatro San Carlo di Foligno è molto più di uno spazio scenico: è un luogo di memoria viva, nato tra le mura di una chiesa barocca del 1613, cresciuto tra i sogni educativi di sacerdoti visionari, sopravvissuto a devastazioni, persecuzioni e terremoti, fino a rinascere come uno dei centri culturali più significativi dell’Umbria.
Direzione

Michele
Pelliccia

Direttore generale
Michele Pelliccia, docente, ingegnere e pianista, è il motore organizzativo del Teatro San Carlo. Esperto di progettazione culturale, formazione e sviluppo sociale, coordina l’intera struttura gestionale dell’Associazione, curando bandi, partenariati, relazioni istituzionali e reti culturali. È responsabile della programmazione generale, delle collaborazioni artistiche con enti pubblici e privati e della valorizzazione del patrimonio storico del teatro. Dopo aver co-fondato ProTe[M]us, lavora per posizionare il San Carlo come hub culturale e comunitario, con una programmazione capace di coinvolgere
scuole, famiglie, professionisti dello spettacolo e turisti culturali. Specializzato nella riabilitazione strutturale degli edifici storici, dopo aver curato i lavori di ristrutturazione del Teatro tra il 2020 ed il 2022, ora ne gestisce l’utilizzo in sicurezza e cura l’implementazione delle dotazioni a servizio dell’intero territorio.

Giacomo
Nappini Casuzzi

Direttore artistico
Regista e attore, è Direttore Artistico del Teatro San Carlo di Foligno dal 2021, protagonista del suo rilancio culturale. Si forma come attore all’Accademia Mumos di Gastone Moschin e si laurea in Regia alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Approfondisce la formazione con maestri della scena teatrale nazionale e internazionale. Si avvicina al mondo della lirica al Teatro alla Scala di Milano come tirocinante assistente alla regia di Liliana Cavani. Firma regie teatrali e operistiche, collaborando con importanti teatri ed enti europei. Nel 2022 e 2024 cura la regia di Macbeth – Scacco al Re per il Festival Verdi – Verdi Off del Teatro Regio di Parma. È interprete nel teatro musicale, nel cast di Heathers per la prima europea del musical di Broadway. Dal 2011 fonda e dirige il progetto ProTe[M]us, coinvolgendo centinaia di giovani in percorsi formativi gratuiti. Ideatore di progetti site-specific e immersivi, trasforma luoghi storici in teatri a cielo aperto. Nel 2025 pubblica Il Teatro San Carlo nella città di Foligno e fonda la Compagnia Stabile del teatro.
Professionisti stabili del Teatro

Farsi presenza gli uni per gli altri, vivere questo tempo come profeti luminosi, vedere la persona nella sua globalità. Il miglior modo per prevedere il futuro è costruirlo insieme.

DIRETTORE ARTISTICO, REGISTA, ATTORE | GIACOMO NAPPINI CASUZZI
Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano – Accademia di Recitazione Mumos
DIRETTORE MUSICALE, PIANISTA | MICHELE PELLICCIA
Conservatorio F. Morlacchi di Perugia
DRAMATURG E ATTORE | MASSIMO BERNARDO DOLCI
Accademia dei Filodrammatici di Milano
COREOGRAFO E DANZATORE | GIACOMO OLIVIERI
Accademia Nazionale di Danza di Roma
DANZATRICE |TERESA ROSPETTI
Accademia Nazionale di Danza di Roma
RESPONSABILE TECNICO | JACOPO BOCCI
Batterista, Responsabile del Gruppo Strumentale del Teatro San Carlo
PIANISTA | DAVIDE COSTARELLI
Trascrittore, Arrangiatore e Responsabile del Gruppo Strumentale del Teatro San Carlo­
CLARINETTISTA | M° STEFANIA SINIGAGLIA
Conservatorio F. Morlacchi di Perugia
PIANISTA | GABRIELE SCARPONI
Conservatorio F. Morlacchi di Perugia
CANTANTE | CHIARA GATTAFONI
Conservatorio F. Morlacchi di Perugia
CHITARRISTA | PIERLUIGI NALLI
Conservatorio F. Morlacchi di Perugia
CONTRABBASSISTA E BASSISTA | LEONARDO TABARRINI
Conservatorio F. Morlacchi di Perugia
SCENOGRAFA E SCENOGRAFA REALIZZATRICE | SONIA VATHAJ
Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia
INGEGNERE INFORMATICO | ELIA SCHOEN
Ingegneria Informatica Università degli Studi di Perugia
ILLUSTRATRICE | BENEDETTA CESARINI
Master Illustrazione e Storytelling Per L’infanzia
COMMUNICATION DESIGNER | VALENTINA STOCCHI
Accademia Belle Arti di Terni
VIDEOMAKER | RICCARDO PALAZZI
Volontari

C’è un’emozione nel servire, ed è quella di prevedere ciò che sarà e diventarne parte, consegnando alle persone di oggi un tempo all’altezza della propria dignità.

Negli anni: Armando Amoruso, Augusto Arcangeli, Chiara Battisti, Elisabetta Battisti, Sara Bellesi, Jacopo Bocci, Stefano Bocci, Chiara Bordoni, Elena Cardinali, Chiara Carducci, Francesca Carducci, Giulia Carducci, Benedetta Cesarini, Francesca Cocco, Davide Costarelli, Lucia Costarelli, Ornella de Luca, Matilde di Mario, Edoardo di Vincenzo, Massimo Bernardo Dolci, Alessandro Ferrai, Elena Fiavoni, Veronica Galli, Chiara Gattafoni, Costanza Gattafoni, David Girolami, Nicola Manni, Chiara Martelli, Beatrice Monarca, Valeria Monarca, Edoardo Montenovo, Maddalena Montenovo, Pierluigi Nalli, Giacomo Nappini, Annamaria Ninassi, Giacomo Olivieri, Michele Pagano, Agnese Pagliacci, Pierfilippo Pascucci, Michele Pelliccia, Antonella Salvatori, Andrea Schoen, Gabriele Scarponi, Nicola Scarponi, Franco Schiavoni, Sara Sebastiani, Stefania Sinigaglia, Francesco Tiberti, Laura Toro, Daniele Tozzi, Francesca Tracolli, Sonia Vathaj, Luca Vercesi, Vasylyna Vitovska, Vira Vitovska, Agnese Zappelli

Un luogo che continua a vivere, raccontare e accogliere

Oggi, il Teatro San Carlo è un crocevia tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, tra arte e spiritualità. Dalle sue mura emergono storie, musica, visioni, progetti. Le pietre di questo edificio parlano, cantano e raccontano una storia che è anche la nostra.
dalla Gazzetta di Foligno n.39 del 13 Novembre 2022
Un’esperienza di libertà
“Il San Carlo è come l’araba fenice: finisce e poi risorge, ogni volta. Mai uguale nelle forme ma sempre, a mio parere, nello spirito. Anche perché al San Carlo le forme non hanno dei canoni predefiniti, si inventano. E queste forme si misurano sui giovani, sui ragazzi e sulle ragazze che cambiano e che quindi hanno bisogno di trovare dei nuovi modi espressivi. E questo è un aspetto importante, così come pure fondamentale è – e i ragazzi di ProTe[M]us lo hanno ben sottolineato nel raccontare la storia del San Carlo in occasione della riapertura – la pluralità delle esperienze che si fa in questi spazi, oggi così com’è stato fatto in passato. Il San Carlo non è mai stato soltanto un luogo di spiritualità, non è mai stato soltanto un luogo di cultura. A seconda dei tempi è stato e continua ad essere tante cose insieme. E credo che questo sia un valore da salvaguardare, perché là dove c’è uniformità, c’è il sentore di qualcosa che non va. C’è bisogno, invece, di espressioni diverse. Un’altra cosa, che secondo me va sottolineata e che lo spettacolo dei giovani di ProTe[M]us ci ha raccontato, è che tutto questo è possibile perché c’è un forte riferimento a delle personalità mature. Qui le mezze persone non riescono a starci. Quella del San Carlo è una storia che tende a formare persone mature e questo è un elemento fondamentale, in tutte le dimensioni della vita. C’è, poi, la dimensione dell’accoglienza che il San Carlo incarna. Questo è un luogo per tutti, non bisogna avere un’etichetta per farne parte. Qui convivono ideologie diverse da un punto di vista politico, convivono anche approcci diversi al problema della fede. Non per tutti, infatti, la fede è una cosa scontata, per alcuni è ancora una domanda e come tale va rispettata. Ecco, quest’aspetto della pluralità nella saldezza della persona e nell’accoglienza è molto importante. Infine, mi permetto di dire, al San Carlo possono starci solo persone libere, persone che hanno fatto e fanno davvero esperienza della libertà. E questo è stato per me fondamentale, anche negli anni più “ruspanti”, in cui, credo, di aver dato il mio contributo nell’aiutare donne e uomini a maturare nella loro libertà. Anche negarsi è libertà, anche dire di no è libertà, anche uscire e andare verso altre esperienze, verso altri luoghi, è libertà. Ecco, il San Carlo per me è stato tutto questo, insieme a tanto af etto, a tanta amicizia, a tanta vicinanza, insieme a qualche sof erenza anche forte, qualcuno ce lo siamo perso su questa terra, ma ci attende altrove.”
Monsignor Giuseppe Betori
cardinale e arcivescovo metropolita di Firenze
La Storia

Le origini:
un sogno educativo tra fede e cultura

1887
Tutto ebbe inizio il 18 marzo 1887, quando don Alessandro Paglia e don Caterini acquistarono l’allora Chiesa di San Carlo con un progetto ambizioso: creare un luogo dove educare i giovani, preparandoli alla vita e alla fede. Nacquero così la tipografia degli Artigianelli per i ragazzi in difficoltà ai quali trovare occupazione, e accanto ad essi un piccolo teatrino nell’attuale Sala Battenti.

Lì si formò la prima compagnia filodrammatica, e lì nacque la passione per il teatro come strumento di crescita personale e comunitaria.

Il martirio di Ulisse Innocenzi:
il teatro della testimonianza

1889
Nel 1899, il giovane Ulisse Innocenzi, attivista cattolico folignate e membro della comunità del San Carlo, venne assassinato in un attentato di matrice anticlericale.

Questo tragico evento segnò profondamente la storia del teatro e ne rafforzò l’identità: il San Carlo non era solo un luogo artistico, ma un simbolo di resistenza culturale e spirituale.

Dalla filodrammatica al cinema, tra fascismo e clandestinità

1933
1889
Durante il Ventennio fascista, il San Carlo venne devastato e chiuso, ma il suo spirito non si arrese. Grazie a don Consalvo Battenti, divenne palestra segreta, sala cinematografica, e rifugio per l’educazione alternativa, lontana dalla propaganda.

Qui nacquero squadre sportive, formazione dell’Azione Cattolica, ma anche la Resistenza: sotto la volta del teatro vennero nascoste le armi dei ribelli antifascisti guidati da Antero Cantarelli.

Dal dopoguerra agli anni ’70: ricostruire, ricominciare

Anni 70
1889
Dopo la guerra, il San Carlo tornò a vivere grazie all’impegno di don Angelo Lanna e di don Giuseppe Betori, futuro Arcivescovo di Firenze. In questi anni si formarono generazioni di giovani animati dallo spirito di comunità, amicizia e vocazione artistica, che trovarono nel teatro un luogo in cui esprimersi e confrontarsi.

Nasce l’idea di una vera associazione culturale: è l’alba di una nuova epoca.

Gli anni della ricostruzione e l’Associazione San Carlo

80/90
80/90
Negli anni ’80 e ’90, con l’impegno di Mons. Giovanni Benedetti, l’architetto Franco Antonelli e numerosi cittadini folignati, il San Carlo viene ristrutturato e riorganizzato. Prende forma l’Associazione San Carlo, divisa tra l’Istituto educativo e la direzione artistica del teatro.

Nascono nuovi progetti, tra cui “Città Viva”, ideata da Stefano Ponti, che segna il legame tra il teatro e il tessuto urbano.

Terremoti e rinascite:

1997 e 2016
1997 e 2016
Il terremoto del 1997 e quello del 2016 mettono a dura prova la struttura del teatro. Ma anche questa volta il San Carlo risponde con creatività, resilienza e fede.

Proseguono le attività musicali e teatrali, si sviluppa il laboratorio cinematografico “Ordet” e nasce la Corale giovanile, dedicata alla formazione musicale e spirituale dei giovani.

La nuova era: Protemus, Compagnia Stabile e rinascita artistica

2012 ad Oggi
Nel 2012 nasce Protemus, progetto teatrale e musicale ideato dal Vescovo Gualtiero Sigismondi con Michele Pelliccia e Giacomo Nappini che fonde teatro, musica e spiritualità, con la creazione nel 2022 della Compagnia Stabile del Teatro San Carlo. L’associazione si rinnova, affermandosi come una realtà capace di produrre spettacoli di qualità, progetti educativi e laboratori artistici.

Il 4 novembre 2022, con lo spettacolo “Ars et Lux”, viene celebrata ufficialmente la riapertura del Teatro San Carlo, sotto la direzione generale di Michele Pelliccia e la direzione artistica di Giacomo Nappini Casuzzi, regista e autore della drammaturgia che ha restituito al pubblico il cuore pulsante di questo spazio.
Un guida condivisa per unteatro vivo
Sotto la direzione di Nappini Casuzzi e Pelliccia, il cuore pulsante del Teatro San Carlo è il team di volontari, professionisti e formatori che infondono vita ed efficienza alle attività del Teatro, intraprendendo una nuova stagione artistica fatta di produzione, formazione e gestione. Un luogo che non si limita a mettere in scena, ma che attiva processi, accoglie visioni e racconta storie che lasciano il segno.